Quali sono i disturbi più comuni della cistifellea

Dolori acuti all'addome e un senso di nausea potrebbero nascondere disturbi alla cistifellea. Vediamoli insieme.

La cistifellea è un piccolo organo che ha la l’importante funzione di contribuire alla digestione dei grassi presenti negli alimenti. Come tutti gli organi del nostro corpo, anche la cistifellea può essere soggetta a disturbi il cui sintomo principale è il forte dolore all’addome.

Scopriamo da vicino cos’è questo importante organo e cosa sono i calcoli biliari e la colecistite.

Cistifellea

La cistifellea o colecisti è un organo che aiuta la digestione. Nell’uomo ha una forma che ricorda una pera ed è posizionata sotto il fegato. La sua funzione è quella di immagazzinare la bile che è prodotta dal fegato per poi rilasciarla nel duodeno. La bile è fondamentale per la digestione dei lipidi contenuti negli alimenti.

Nella cistifellea si possono alle volte formare dei calcoli biliari che causano non poco dolore e che vanno tolti con intervento chirurgico.

Questo organo può alle volte infiammarsi in conseguenza di cause che analizziamo in seguito.

Calcoli biliari

I calcoli biliari sono delle formazioni simili a sassolini che si sviluppano all’interno della cistifellea. Si formano perché la bile contenuta nella cistifellea si solidifica. Quando è necessario, la cistifellea si contrae inviando la bile all’intestino. Se però il liquido non riesce a scorrere ciò può causare un’infiammazione dell’area.

Sintomi

I sintomi che accompagnano i calcoli sono il dolore addominale o alla schiena e un senso di nausea e vomito.

Quando la situazione peggiora possono comparire febbre, ittero e un dolore continuo.

Cause

I calcoli possono essere causati dalla presenza di colesterolo (calcoli di colesterolo) o da un eccesso di bilirubina (calcoli pigmentati). Altri fattori che contribuiscono alla presenza di calcoli sono, nelle donne, l’eccesso di estrogeni dovuto in particolare alla gravidanza o a una terapia ormonale.

Anche precedenti famigliari possono influire, infatti i calcoli sono ereditari. Delle ricerche hanno stabilito una correlazione tra peso corporeo e la presenza di calcoli: il sovrappeso farebbe aumentare il rischio.

Da tenere in considerazione anche il fattore dieta. In particolare una dieta ricca di grassi e povera di fibre ridurrebbe la frequenza di svuotamento della cistifellea.

Anche l’età è un fattore di rischio: soggetti over 60 sono più soggetti ai calcoli alla cistifellea. Per ultimo, il diabete di solito fa aumentare i trigliceridi del sangue che portano allo sviluppo di calcoli.

Colecistite

La colecistite è l’infiammazione della cistifellea ed è una degli effetti dei calcoli biliari. Quando i calcoli ostruiscono il dotto cistico e impediscono perciò alla cistifellea di svuotarsi, la bile ristagna e determina delle irritazioni e all’infiammazione.

Alle volte la colecisti non è direttamente collegata ai calcoli e può dipendere da traumi, interventi chirurgici o un digiuno prolungato. Anche la debilitazione o un allattamento prolungato sono fattori di rischio, insieme all’età avanzata e al sesso maschile. Da tenere presente come responsabili di colecistite alitiasica (non dovuta alla presenza di calcoli) anche tutte le cause che portano all’ostruzione del dotto cistico, come tumori, fibrosi o anomalie congenite.

L’infiammazione può essere acuta o cronica. Nel primo caso, il soggetto avverte un dolore intenso e improvviso nella parte destra dell’addome; spesso tale sintomo è accompagnato da febbre e vomito. Nel secondo caso invece il dolore è caratterizzato da picchi ripetuti alternati a fasi di stasi. I sintomi in questo caso possono essere meno evidenti.

Cosa fare? Nel caso di colecistite ci si deve rivolgere al medico che indirizzerà verso l’ospedale. Qui verranno effettuati dei controlli, in particolare l’ecografia addominale. Il soggetto viene lasciato a digiuno e alimentato a flebo. La colecistite si combatte con farmaci antibiotici, antispastici e analgesici. Quando il dolore passa, in genere si procede con l’esportazione della cistifellea.

Sintomi e cura

Ecco quali sono i sintomi che possono identificare un problema alla cistifellea. Innanzi tutto la presenza di gonfiore e gas: l’organo in esame aiuta la digestione, se è mal funzionante, ovviamente è normale sentire difficoltà nella digestione e presenza di aria. Altro sintomo da tenere presente è una sensazione di debolezza, nausea e vertigini un paio d’ore dopo il pasto, nel momento in cui la digestione dovrebbe essere finita. Se l’addome appare duro e sentite la necessità di ruttare, allora potrebbero esserci problemi alla cistifellea.

Anche il colore dell’urina va tenuto in considerazione. Nel caso questa appaia bianca e le feci grigiastre e molli, allora ciò potrebbe nascondere un disturbo alla cistifellea per un basso livello di bile. Ultimo sintomo che menzioniamo, oltre a quelli descritti nei paragrafi precedenti, è la presenza di alito cattivo e sapore sgradevole in bocca per più giorni. In presenza di questi sintomi si consiglia di rivolgersi al proprio medico che consiglierà esami specifici.

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