Mangiare animali

di Gianfranco Di Mare

Performance Engineer

Il Dott. Luigi Gallo di Protonutrizione mi ha chiesto un parere professionale su un tema che, in Blogosfere, è diventato letteralmente scottante: mangiare o no proteine animali.

Ho letto la maggior parte degli interventi dei lettori nel post relativo all’agnello pasquale linkato qui sopra.

Innanzitutto sono stato colpito dal fatto che la stragrande maggioranza degli intervenuti si schierasse (con vari gradi di intensità) decisamente a favore di una dieta che non preveda l’uccisione di animali: i carnivori brillavano, come suol dirsi, per assenza. Questo è accaduto secondo me per almeno un paio di ragioni, che non mi sembra il caso di discutere qui.

L’impressione che ho ricavato dalla lettura dei vari interventi è che si tratta a tutti gli effetti di una guerra di religione: chi è contro un approccio vegetariano (in senso lato), o propone letture alternative, di mediazione, è stato attaccato ferocemente.

Qualcuno, senza conoscermi affatto, ha cercato addirittura di offendermi con mille e più banalità, dandomi (cito testualmente) del salutista egocentrico ed antropocentrico, indifferente verso le altre specie. (?) Il fatto comico è che mai, prima di oggi, ho espresso pareri sull’argomento, né preso posizione alcuna…

Strano come si possa amare gli animali ed odiare gli uomini, e col medesimo livello di indifferenziazione. Andiamoci piano coi giudizi, soprattutto quando non conosciamo chi stiamo aggredendo.

Si tratta dello stesso ordine di pensieri in base ai quali tutti gli uomini diventano prima o poi degli stronzi e tutte le donne sono, inevitabilmente, delle puttane. A quanto pare, tentare di distruggere ciò che non si capisce è sport attualissimo, 35.000 anni fa come oggi.

A chiunque vorrà usare qualche minuto del proprio tempo per leggere le righe che seguiranno, un avviso che diventa doveroso: questo blog è fortemente moderato.

Qui non c’è democrazia, e le cattive maniera così come l’arroganza di principio verranno censurate senza alcuno scrupolo. Io sono felice, veramente, di confrontarmi con chiunque abbia idee diverse dalle mie, soprattutto se sa raccontarle, e rispetti le mie posizioni. Ogni eventuale eccesso verrà cassato da questo post e dai seguenti. Ma torniamo a bomba.

Mangiare carne o no, dunque… 

In questa sede non posso farmi carico delle mille considerazioni e dei mille possibili punti di vista per affrontare un problema così ricco di valenze. Mi limiterò a rispondere dal punto di vista del nutrizionista.

Come terapeuta devo dire che non mi è mai capitato di sconsigliare del tutto ad una persona di mangiare carne o pesce. È vero, invece, che molte persone mangiano troppa carne.

Tralasciando i vissuti etici individuali e le visioni ecologiche del problema, e limitandomi al punto di vista nutrizionale, due sono essenzialmente i punti di vista in campo:

Chi sostiene la necessità (o quanto meno l’opportunità) per l’uomo di mangiare carne e pesce invoca la complessità proteica delle proteine animali, la loro non completa sostituibilità mediante tessuti vegetali ed i danni da carenza che inevitabilmente insorgerebbero escludendo questi nutrienti – indubbiamente molto complessi – dalla dieta settimanale.

Chi, al contrario, sostiene posizioni vegetariane (in senso lato) invoca la perfetta sovrapponibilità dello spettro dei nutrienti di origine vegetale e l’esperienza clinica che dimostrerebbe come un’alimentazione totalmente priva di proteine animali sia in grado di mantenere una medesima qualtà di vita se non di garantirne una più elevata.

Un’analisi approfondita di queste considerazioni deve necessariamente partire da un modello fisiologico e chimico, e dall’esperienza clinica. Chi sia interessato al discorso ne troverà il seguito nel prossimi post.

Image courtesy June Rose-CS-UK

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