Passaggio all’ora legale: come reagisce il nostro cervello?

Tutte le conseguenze che il cambio dell'ora porta sul cervello: quali sono e come evitarle.

Come sicuramente già saprete, a fine marzo è previsto il passaggio dall’ora solare all’ora legale, togliendo un’ora di sonno dalle nostre nottate e allungando di conseguenza il giorno; nonostante inizialmente possa sembrare soltanto un passaggio simbolico, che non ha alcun effetto sulla nostra vita quotidiana, in verità il nostro cervello risente molto del cambiamento, portandoci in contro a reazioni ben precise.

Oggi, come avrete già intuito dal titolo, andremo a scoprire insieme proprio le differenti reazioni del nostro cervello, focalizzandoci anche su come è possibile superare al meglio questa fase grazie ai consigli dei medici; iniziamo subito!

Passaggio all’ora legale: le conseguenze

Debito di sonno

La prima reazione del nostro cervello è proprio quella di entrare in debito di sonno, che non si limiterà soltanto al primo giorno, ma proseguirà per almeno due settimane facendoci sentire più stanchi e spossati del solito.

Qui entra in gioco anche il fattore psicologico, ovvero la sensazione di potersi riposare molto meno, che può provocare un sonno disturbato. Questo effetto si presenterà in maniera assai più accentua nelle persone che sono solite seguire una tabella di sonno ben precisa e regolare, come ad esempio i bambini piccoli. Se siete soliti fare le ore piccole per via di impegni lavorativi, o comunque non date mai troppa importanza alle ore di sonno, probabilmente non ne risentirete minimamente.

Come vi abbiamo già accennato, questa fase durerà al massimo un paio di settimane, dopodiché il cervello, ormai abituato al cambiamento, seguirà automaticamente il nuovo orario.

Calo di concentrazione e produttività

Un’altra spiacevole reazione del cervello, direttamente legata al debito di sonno, ci porterà ad un calo drastico della concentrazione e della produttività. Se prima eravate energici e volenterosi, ora probabilmente avrete molta più voglia di oziare davanti alla tv o su Internet.

Questa teoria è stata definitivamente affermata nel 2012 da un famosissimo giornale di psicologia americano; attraverso i dati dei collegamenti effettuati a Internet, è stato possibile scoprire che le persone passavano almeno mezz’ora in più sui social o su siti di svago come Youtube e Netflix.

Aumento dei battiti del cuore

Se prima abbiamo parlato di sonno e riduzione della concentrazione, adesso abbiamo a che fare con l’aumento della circolazione cardio vascolare, che fa impazzire il cuore dando vita a infarti mortali. Cosa c’entra tutto questo con il cambio dell’ora? La risposta è veramente semplice; il mattino è il periodo più intenso per il nostro cuore, che deve passare da uno stato di completo riposo ad azioni veloci e frenetiche. Alzandoci dal letto un’ora prima il cuore, non abituato al cambiamento, farà grande fatica a reggere lo sforzo, portando le persone più anziane all’infarto. I medici consigliano, ove possibile, di abituarsi al nuovo orario un quarto d’ora alla volta, per evitare spiacevoli conseguenze; ove ciò non fosse possibile, cercate di iniziare la giornata nel modo più calmo e rilassante possibile, senza compiere sforzi troppo intensi.


Diminuzione degli incidenti stradali

Concludiamo infine con un aspetto positivo del cambio dell’ora, la diminuzione degli incidenti stradali. Il nostro cervello, avendo più ore di luce a disposizione, a fine giornata raggiungerà il picco di velocità delle reazioni, portando di conseguenza gli automobilisti ad essere più reattivi alla guida quando tornano dal lavoro. Ricordatevi però che questo effetto ha un’eccezione, il primo lunedì della settimana, giorno in cui il cervello farà più fatica a restare sveglio e reattivo. I dottori consigliano da sempre di guidare con molta più prudenza del solito, anche se ciò significa impiegare qualche minuto in più di viaggio; questa precauzione non servirà soltanto a proteggerci da noi stessi, ma anche da altri conducenti che sicuramente soffriranno di un ritardo nei riflessi.

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