Trapianti in Italia: il 2026 è l’anno record con 4.678 interventi

Nel 2026 l'Italia ha raggiunto un nuovo record di trapianti di organi, con 4.678 interventi. Scopri i dettagli e le novità del sistema trapiantologico italiano.

L’Italia continua a brillare nel panorama europeo per la donazione di organi. Nel 2026, il Paese ha raggiunto un nuovo record con 4.678 trapianti superando di 36 unità il precedente massimo del 2026. Questo risultato posiziona l’Italia al secondo posto in Europa per tasso di donazione, dietro solo alla Spagna.

Il Centro nazionale trapianti ha pubblicato i dati definitivi del 2026, evidenziando un aumento significativo delle donazioni e dei trapianti. Con 29,8 donatori per milione di abitanti l’Italia si conferma un punto di riferimento per la solidarietà e l’efficienza del sistema sanitario.

Donatori sempre più anziani e nuove tecniche di donazione

Uno dei dati più interessanti riguarda l’età media dei donatori, che è salita a 64,2 anni contro i 58,8 del 2016. Questo aumento riflette la capacità del sistema di valutare e utilizzare in sicurezza organi provenienti da donatori anziani o con caratteristiche cliniche complesse. Nel 2026, il donatore più anziano aveva 99 anni.

Un altro fattore chiave della crescita è la donazione a cuore fermo che ha registrato un aumento del 50,7% rispetto all’anno precedente. Questa tecnica ha permesso di realizzare 897 trapianti pari a circa il 21% di tutta l’attività da donatore deceduto. Dieci anni fa, i donatori a cuore fermo erano solo sei.

I numeri dei trapianti per organo

Nel 2026, i trapianti di rene sono stati 2.367 seguiti da 1.753 trapianti di fegato (+1,8%), 451 di cuore (+9,2%), 144 di polmone (-17,2%) e 35 di pancreas. Tra questi, 183 interventi sono stati eseguiti in urgenza nazionale, con tempi di attesa ridotti per i pazienti in condizioni critiche.

I centri ospedalieri che hanno eseguito il maggior numero di trapianti sono stati l’Aou Città della salute e della Scienza di Torino (482 interventi), l’Azienda ospedaliera di Padova (475) e il Policlinico di Bari (294). Torino ha realizzato il maggior numero di trapianti di fegato (194), mentre Padova è risultata prima per trapianti di rene (264), polmone (37) e pancreas (12). Bari ha segnato il primato nazionale per i trapianti di cuore, con 108 interventi.

Le sfide future e il ringraziamento ai donatori

Nonostante i risultati positivi, restano ancora sfide importanti, come il contenimento delle opposizioni alla donazione e il raggiungimento di una maggiore omogeneità territoriale nell’accesso al trapianto. Il Ministro della Salute, Orazio Schillaci ha sottolineato l’importanza di continuare a lavorare per potenziare le attività di sensibilizzazione, soprattutto tra i giovani.

Un ringraziamento speciale va ai donatori e ai loro familiari, senza i quali sarebbe stato impossibile dare una speranza di vita a più di 50.000 pazienti nel nostro Paese. Come ha sottolineato il direttore generale del Centro nazionale trapianti, Giuseppe Feltrin, la donazione è un atto di solidarietà che deve diventare parte integrante della nostra identità civile.

Scritto da Camilla Pellegrini

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