Un importante studio condotto dal Centro di Riferimento Oncologico di Aviano ha rivelato dati incoraggianti sulla sopravvivenza a 10 anni per le pazienti con tumore al seno. La ricerca, pubblicata sulla rivista The Oncologist ha analizzato i dati di oltre 10.400 donne del Friuli Venezia Giulia diagnosticate tra il 2004 e il 2014 e seguite fino alla fine del 2023.
I risultati mostrano che la sopravvivenza netta a 10 anni supera il 90% per i tumori diagnosticati in stadio I raggiungendo addirittura il 98,8% nelle forme con recettori ormonali positivi e HER2-negative. Questo studio rappresenta un passo significativo nella comprensione e nel trattamento del tumore al seno.
L’importanza della diagnosi precoce
La ricerca ha evidenziato come la diagnosi precoce sia fondamentale per migliorare le prospettive di sopravvivenza. Quando il tumore viene identificato in una fase iniziale, le probabilità di guarigione aumentano significativamente. Questo è particolarmente vero per i sottotipi molecolari con recettori ormonali positivi e HER2-negative, dove la sopravvivenza a 10 anni raggiunge il 98,8%.
Il Registro Tumori del Friuli Venezia Giulia gestito dal CRO di Aviano, ha giocato un ruolo cruciale nella raccolta e nell’analisi dei dati. Questo strumento permette di monitorare gli esiti delle cure e di valutare l’efficacia dei trattamenti nel tempo. La completezza e la qualità dei dati raccolti sono essenziali per comprendere meglio la malattia e migliorare le strategie di trattamento.
Progressi nelle forme più aggressive
Lo studio ha anche confrontato i dati tra due periodi: 2004-2009 e 2010-2014. I risultati mostrano progressi significativi nella sopravvivenza per alcune forme più aggressive e localmente avanzate. Ad esempio, per le donne con un carcinoma HER2-positivo, con recettori ormonali negativi e in stadio III, la sopravvivenza netta a 10 anni è passata dal 48,6% all’87,9%. Nelle forme triplo-negative in stadio III, la sopravvivenza è aumentata dal 28,8% al 42,3%.
Questi miglioramenti sono attribuibili all’introduzione e alla diffusione delle terapie a bersaglio molecolare, che hanno rivoluzionato il trattamento del tumore al seno. Tuttavia, la prognosi per alcuni sottogruppi rimane sfavorevole, sottolineando la necessità di continuare la ricerca e garantire l’accesso tempestivo alle innovazioni terapeutiche.
Il ruolo dei registri tumori
Luigino Dal Maso, direttore dell’Epidemiologia Oncologica del CRO di Aviano, ha sottolineato l’importanza dei registri tumori come infrastrutture fondamentali per la sanità pubblica e la ricerca. Questi strumenti permettono di misurare i cambiamenti nella prognosi legati ai progressi nella diagnosi e nelle cure. Inoltre, i registri tumori offrono elementi concreti per orientare la programmazione sanitaria e riconoscere i bisogni ancora senza risposta.
La ricerca descrive gli esiti ottenuti nella pratica clinica e affianca le evidenze prodotte dai progressi della ricerca. I dati raccolti sono essenziali per personalizzare i percorsi di cura e di controllo, offrendo alle pazienti indicazioni più accurate sulla prognosi a lungo termine.
L’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi ha ricordato l’importanza del Registro tumori come strumento indispensabile per il progresso della lotta contro il cancro. La partecipazione consapevole ai programmi di screening e la presa in carico multidisciplinare sono fondamentali per migliorare gli esiti delle cure.


