Un sistema fortemente omeostatico

Quante volte abbiamo detto, da queste pagine, che non siamo dei sacchi, in cui si ritrova tutto quello che mettiamo?

Molto spesso ci si stupisce, per esempio, che una persona con l’osteoporosi non migliori in seguito a massicce somministrazioni di calcio e formaggi, o si dà per scontato che in questo debba consistere la migliore cura.

Ma spesso questo tipo di approcci non funziona… Perché?

Per nostra immensa fortuna, nulla nel nostro corpo è semplicemente additivo: i livelli di una sostanza o di un metabolismo sono controllati da una o più sostanze o metabolismi, che a loro volta fanno capo ad un’altra… Inoltre, tutti i processi hanno uno o più antagonisti (sostanze o sistemi che bilanciano una o più azioni di altre).

Qualche esempio?

Le proteine HDL spostano (anche) il colesterolo dal flusso ematico ai tessuti, le proteine LHL fanno l’inverso.

Questo bilanciamento assicura che non ci venga un accidente perchè a capodanno ci abboffiamo con un quarto di bue e venti uova, o perché decidiamo all’improvviso di diventare vegetaliani.

Naturalmente altre sostanze e sistemi controllano l’equilibrio tra HDL ed LDL…

Ancora: l’insulina ed il glucagone, due ormoni secreti dal pancreas, controllano la quantità di glucosio nel sangue: l’una l’abbassa, l’altro l’aumenta. Ma l’attività del pancreas è anch’essa un parametro controllato da flussi ormonali ed equilibri complessi, ad evitare che l’alterazione patologica di un singolo organo porti all’instabilità del sistema.

E ci sono altre sostanze, ad esempio, capaci di liberare glucosio nel sangue, come l’adrenalina.

Ancora: la calcitonina (un altro ormone) controlla la fissazione del calcio nelle ossa, mentre il paratormone ne gestisce il prelievo per l’immissione nel circolo sanguigno. Ma anche la prolattina, ad esempio, arricchisce di calcio il latte materno prelevandolo dalle ossa. Le nostre ossa non sono dei blocchi di cemento che vanno impoverendosi anno dopo anno, come molti ci inducono a pensare: ma sono tessuti vivi, che scambiano continuamente materiali ed informazioni con l’intero organismo, si modificano e si adattano, contribuendo anch’esse al nostro equilibrio e alla salute.

Questi esempi un po’ sgangherati servono a delineare la rappresentazione dell’organismo umano come un sistema evoluto, fortemente controreazionato e complesso, in cui un semplice squilibrio non basta a creare variazioni importanti. E infatti godiamo di una resistenza non indifferente nei confronti delle cause di squilibrio, e ce ne vuole davvero molto per buttarci giù!

È vero, naturalmente. che se ci priviamo di un nutriente fondamentale avremo delle carenze: ma queste si presenteranno dopo un bel pezzo, nel frattempo l’organismo troverà uno o più modi per arrangiarsi diversamente. Siamo in grado di vivere ad un livello più che decente anche in presenza di gravi carenze o eccessi, proprio grazie alla nostra complessità.

Un’ultima considerazione: fare ragionamenti aritmetici col corpo è da incompetenti, e non funziona: pensare che basta assumere (o togliere) quella sostanza o quell’altra per cambiare in meglio gli equilibri di un sistema così complesso è un pensiero sbagliato nel suo fondamento. A dimostrazione di questo, i casi di calcoli renali (di calcio) in persone affette da osteoporosi sottoposte a supplementazione di calcio (e che, ahiloro, continuano ad essere osteoporotiche), o i casi di persone che continuano ad avere ipercolesterolemia anche se hanno ridotto drasticamente l’apporto di colesterolo alimentare.

Ecco perché una vera cura, una cura efficace, deve tenere in conto l’equilibrio di tutto il sistema, e non può basarsi su semplici considerazioni aritmetiche del tipo “manca questo quindi lo aggiungiamo” (o viceversa).

Buon equilibrio a tutti!

Image courtesy cyberwork.be

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