Come gestire lo stress da vacanza e ritrovare il vero relax

Le vacanze dovrebbero essere un momento di riposo, ma spesso si trasformano in una fonte di ansia. Scopri come evitare il paradosso della vacanza-performance e ritrovare il vero relax.

Le vacanze sono un momento tanto atteso quanto spesso stressante. Quello che dovrebbe essere un periodo di riposo e relax può trasformarsi in una fonte di ansia e malessere. Questo fenomeno, noto come paradosso della vacanza-performance colpisce molte persone, soprattutto i giovani, che si trovano a vivere le ferie con la stessa pressione che caratterizza la vita lavorativa.

Secondo un’indagine condotta su un campione rappresentativo di oltre 1.000 persone, solo il 39% degli italiani riesce a tornare dalle vacanze realmente riposati. Il fenomeno è particolarmente evidente tra i giovani, con il 45% dei 18-34enni che dichiara di aver vissuto un episodio di malessere nei primi giorni di vacanza. Questo malessere è spesso dovuto allo stress accumulato nei mesi precedenti o al cambiamento improvviso di ritmi e abitudini.

L’influenza dei social e la sindrome da performance

Uno dei principali fattori che contribuiscono al paradosso della vacanza-performance è l’influenza dei social media. Il 70% dei giovani tra i 18 e i 34 anni dichiara di sentirsi influenzato dai social, sia in senso positivo che negativo, rispetto al 32% degli over 55. La scelta della meta e delle esperienze da vivere è spesso accompagnata dal timore di non gustarle appieno, un fenomeno paragonabile alla FOMO (fear of missing out), la paura di perdersi qualcosa.

Angela Persico, psicologa clinica, sottolinea che per molti italiani, soprattutto i giovani, la vacanza sta progressivamente perdendo la sua funzione rigenerante, trasformandosi in un’ulteriore fonte di stress organizzativo ed emotivo. Questo è dovuto anche alle alte aspettative che si pongono, cercando di vivere esperienze indimenticabili che spesso si rivelano più stressanti che rilassanti.

Le preoccupazioni principali degli italiani

La ricerca mostra che per quasi un italiano su due (47,1%) l’organizzazione della vacanza è già fonte di stress prima della partenza. Il principale motivo di preoccupazione è il budget (38%), seguito dall’organizzazione del viaggio e degli spostamenti (17,9%) e dalla difficoltà di conciliare lavoro e tempo libero (14,7%).

Anche quando si parte, il problema non si risolve. Quasi 7 italiani su 10 (69,8%) continuano a controllare e-mail o messaggi di lavoro ogni giorno o quando necessario, mentre il 21,5% dichiara di non riuscire mai a disconnettersi completamente. Questo comportamento contribuisce a mantenere alti i livelli di stress anche durante le ferie.

La fatica fisica e la Leisure Sickness Syndrome

Il cambiamento improvviso di ritmi e abitudini può avere effetti negativi anche sulla salute fisica. Il 30,8% degli italiani dichiara di essersi ammalato nei primi giorni di vacanza a causa dello stress accumulato o per il cambiamento di abitudini. Questo fenomeno è noto come Leisure Sickness Syndrome in cui il sistema immunitario abbassa le difese, aprendo la porta a malanni come mal di testa, dolori muscolari, spossatezza e manifestazioni influenzali.

Gli esperti invitano a staccare realmente, permettendo al corpo un vero recupero. Un’esigenza che diventa fondamentale anche alla luce delle inevitabili difficoltà nel riallinearsi ai ritmi quotidiani di tutto l’anno. Particolarmente interessati da questo fenomeno sono i giovani, in particolare quelli in età scolare.

Il portale ricorda che la totale destrutturazione delle giornate, accompagnata da alterazioni significative del ciclo circadiano, disorienta l’organismo. Il corpo e il cervello, privi di ancoraggi temporali e routine rassicuranti, perdono il proprio naturale ritmo fisiologico. A questo disorientamento fisico si unisce una componente psicologica legata ai doveri in sospeso, come i compiti delle vacanze spesso rimandati.

Come riprendere con più slancio

Il primo passo per evitare lo stress da ritorno è non rimanere vittime dello stress da vacanza, acuito dai social e dall’iperconnessione. Il passaggio dal clima vacanziero a quello accademico o lavorativo richiede un enorme dispendio di energie adattive. Pretendere che bambini e ragazzi riprendano immediatamente i ritmi invernali al 100% delle loro capacità non è solo irrealistico, ma profondamente dannoso.

Tra i consigli smart, ecco il ripristino del corretto ciclo sonno-veglia a partire da circa due settimane prima dell’inizio delle lezioni, anticipando la sveglia di circa 15-20 minuti ogni paio di giorni. Un’altra raccomandazione è di frazionare lo studio e i compiti, evitando di accumularli tutti negli ultimi giorni di vacanza.

Scritto da Roberto Capelli

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