Curva Juve ignora minuto di silenzio per Mazzola, scatenando polemiche

Una parte dei tifosi Juve volta le spalle a Mazzola: il gesto accende polemiche e possibili sanzioni.

Il 20 settembre 2026, poco prima del match Juventus-Atalanta, l’Allianz Stadium si era preparato a rendere omaggio a Sandro Mazzola icona dell’Inter e della Nazionale, con un minuto di silenzio sancito dal Codice di Giustizia Sportiva. L’attesa era carica di rispetto: i maxi-schermi mostravano il volto del “Baffo”, l’arbitro si accingeva a fischiare, le tribune attendevano un attimo di raccoglimento collettivo.

Ma nella zona più vicina al campo, la curva Sud, un tempo dedicata a Gaetano Scirea ha reagito in maniera opposta. Decine di sostenitori hanno girato le spalle al prato, mentre allo stesso tempo un gruppetto di ultras intonava cori per Gaetano ScireaAndrea Fortunato e per Giovanni Agnelli. Il silenzio si è trasformato in un rumore di dissenso lasciando perplessi gli altri spettatori, che hanno comunque applaudito l’ex capitano interista.

Il minuto di silenzio interrotto dalla curvata della Juventus

La scena si è svolta sul primo anello della tribuna sud, un angolo tradizionalmente occupato da tifosi con un forte senso di appartenenza. In quella giornata, però, la presenza di giovani, donne e persino di persone con i capelli brizzolati ha dimostrato che l’ignoranza non ha età. Mentre la maggior parte del pubblico osservava il tributo con rispetto, un segmento della curva Sud ha deliberatamente avoidato il gesto, dimostrando una mancanza di sportività che ha subito inasprito il clima dello stadio.

Reazioni di allenatori, ex giocatori e istituzioni

Al termine della partita, Luciano Spalletti tecnico della Juventus, ha dichiarato: “Le ragioni del tifo non devono mai prevalere sul rispetto per gli avversari, ancor più per una leggenda come Mazzola”. Dall’altra parte, Maurizio Sarri allenatore dell’Atalanta, ha espresso una sensazione di “brutta esperienza”, rimarcando che la generazione presente sembra non comprendere l’importanza della figura di Mazzola. Anche ex calciatori come Lucio hanno ricordato l’umanità del campione, raccontando un abbraccio avvenuto anni fa quando ancora l’Inter lo ospitava.

Il club bianconero, tramite comunicato ufficiale, ha sottolineato che “non c’è rivalità che possa giustificare la mancanza di rispetto” e ha chiesto a tutti di unirsi nella memoria, al di là dei colori di maglia. La risposta istituzionale è stata rapida: la Procura FIGC ha avviato un’indagine per possibili violazioni del codice di comportamento, segnalando i “cori e gesti offensivi” come fattori aggravanti.

Il ruolo della Procura FIGC nella sanzione

Secondo le norme vigenti, i comportamenti ritenuti offensivi possono comportare una multa fino a 50 000 euro o, nei casi più gravi, la chiusura temporanea del settore interessato. La Juventus dovrà quindi confrontarsi con le eventuali decisioni disciplinari, che potranno includere anche provvedimenti di espulsione dagli spogliatoi o altre restrizioni per la curva responsabile.

Possibili conseguenze disciplinari e impatto sul club

Oltre alle sanzioni economiche, il club rischia di subire un danno d’immagine importante, poiché l’evento ha macchiato una vittoria già celebrata da un gol di Conceição e una rete decisiva di Bremer. La Juventus dovrà anche gestire le tensioni interne, perché il rispetto per le leggende del calcio – Scirea, Baresi, Mazzola – è considerato un valore fondamentale per la cultura sportiva del club.

Nel frattempo, le autorità calcistiche stanno valutando se applicare le norme previste dal Codice di Giustizia Sportiva, che includono non solo multe, ma anche possibili chiusure parziali dello stadio. Una decisione di chiusura, anche temporanea, rappresenterebbe un monito forte per tutti i settori della tifoseria e servirebbe a ribadire che il rispetto per le figure storiche non può essere sacrificato sull’altare della rivalità.

Scritto da Roberto Capelli

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