I camici bianchi non “tirano” più

Tra medici e pazienti è sceso il gelo!
Lo dicono le indagini che tastano il polso della situazione reale del nostro Paese, ma anche le anticipazioni sulla prossima stagione cinematografica e televisiva.

Che qualcosa si è rotto nel rapporto tra camici bianchi e loro assistiti lo dice ad esempio il Rapporto 2009 PiT Salute del Tribunale del malato/Cittadinanzattiva.

Raccogliendo 5.396 contatti gestiti dalla sede nazionale di PiT Salute, ai quali si devono aggiungere 20.223 contatti provenienti dalle sedi del Tribunale per i diritti del malato presenti sul territorio nazionale e dai servizi PiT Salute locali tra gennaio e dicembre 2008, il Rapporto traccia il ritratto di una medicina sempre meno umanizzata e a misura di paziente,incapace com'è di fornire una adeguata risposta ai bisogni di continuità di cura attraverso servizi di assistenza domiciliare integrata, strutture residenziali e riabilitative, medicina di base e guardia medica.

Nulla di completamente nuovo, se non fosse che quest'anno, per la prima volta nella serie storica del Rapporto, si registra un trend in discesa anche nel gradimento dei pazienti per i loro medici di base.
Secondo il PiT Salute emerge, infatti, la difficoltà degli assistiti a mantenere col proprio medico di famiglia e pediatra un rapporto di fiducia e di rispetto reciproco.
Ben oltre il 25% dei cittadini, segnala "cattivi comportamenti" intendendo con ciò il modo di fare di alcuni medici, la loro condotta, che, spesso, risulta distante verso i bisogni e le necessità di cura e di informazione richieste dai cittadini che, a volte, appare poco rispettosa, arrogante o minacciosa.

Il 20.6% segnala la mancanza di informazioni, ma ciò che emerge fortemente è che i cittadini alle prese coi mille problemi legati ad uno stato di malattia, sia di natura fisica e psicologica, sia di natura burocratica, si sentono abbandonati e disorientati.
Nel 15% dei casi viene segnalato, infatti, un problema di rifiuto di prescrizioni, soprattutto rispetto a visite ed esami, mentre l'11.9% segnala specificamente problemi di orientamento, non sapendo a chi, o a cosa, far riferimento per chiedere un'assistenza domiciliare, o per avviare la procedura di invalidità civile o, ancora, per effettuare una visita specialistica in una struttura pubblica specializzata.

Sommando le segnalazioni relative a "comportamenti" con quelle sull'accesso alle informazioni e con quelle riguardanti il deficit di orientamento, si ottiene un totale di 57.9%.

In definitiva un quadro impietoso in cui il rapporto medico paziente risulta oramai sgretolato fin dalle fondamenta e passare dalla mancanza di attenzione nei confronti dei pazienti alla malpractice, reale o presunta, è un attimo (ben l'11.1% degli intervistati già la segnalano).

Non sarà quindi un caso che in tv l'anno prossimo troveremo ancora Eli Stone, avvocato che difende i diritti dei malati, ma pochi altri camici bianchi che possano fare da contraltare agli esempi di Sanità corrotta e malata portati avanti dal medical-legal drama. Le notizie provenienti dalla terza edizione del RomaFictionFest segnalano, infatti, l'ascesa delle tematiche sociali e politiche nei telefilm che vedremo la prossima stagione sul piccolo schermo a fronte di una sempre più scarsa presenza di medici, con solo due titoli segnalati delle vecchie conoscenze: Grey's Anatomy e Un medico in famiglia.

Realtà e finzione insomma non sono mai state così specchio una dell'altra. Peccato che la finzione oltre all'imagine riflessa non fornisca anche soluzioni per la realtà.

Gli amanti del genere medical drama possono però stare tranquilli ancora per un po': oltreoceano la chiusura di ER si associa infatti ai pilot di due nuove serie della CBS ambientate in ospedale – Miami Trauma e The Eastmans – per cui, se tutto andrà bene, magari dalla stagione successiva potremo ricominciare ad amare i camici bianchi. Almeno per fiction!

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