Perché ci si sente instabili quando ci si alza? Le spiegazioni della cardiologa

Scopri perché ci si sente instabili quando ci si alza e quali sono i rimedi suggeriti dalla dottoressa De Pieri.

Hai mai provato quella sensazione di testa leggera e instabilità quando ti alzi rapidamente dal letto o dalla sedia? Questo fenomeno, noto come ipotensione ortostatica è più comune di quanto si pensi. La dottoressa Maria Gabriella De Pieri, specialista in Cardiologia della Casa di Cura San Camillo di Milano, ci spiega le cause e i rimedi per affrontare questo disturbo.

Quando passiamo rapidamente dalla posizione sdraiata o seduta a quella in piedi, la gravità sposta una parte del sangue verso le gambe, riducendo temporaneamente l’afflusso di sangue al cuore e al cervello. Il nostro organismo, però, mette in atto meccanismi di compensazione: il cuore aumenta la frequenza dei battiti e i vasi sanguigni si restringono per mantenere stabile la pressione arteriosa. Se questa risposta è rapida, non ci accorgiamo di nulla. Quando invece l’adattamento richiede qualche secondo in più, possono comparire sensazioni di testa leggera, vista offuscata, debolezza o instabilità.

Le cause dei capogiri al risveglio

Non sempre i capogiri dipendono dalla pressione arteriosa. Altri fattori possono entrare in gioco, come alterazioni della colonna cervicale o dell’orecchio interno. Con l’età, la colonna cervicale può subire modificazioni artrosiche, riducendo la normale curvatura del collo e restringendo gli spazi tra le vertebre. Queste alterazioni possono provocare una sensazione di instabilità o sbandamento, come se si ‘camminasse sul cotone’.

Un’altra possibile causa riguarda l’orecchio interno, dove si trova il sistema vestibolare, fondamentale per mantenere l’equilibrio. All’interno dell’orecchio sono presenti piccoli cristalli, gli otoliti, che informano il cervello sui movimenti della testa. Quando questi cristalli si spostano dalla loro sede, possono provocare una vertigine improvvisa e intensa, soprattutto in seguito a determinati movimenti. Questo è il quadro tipico della vertigine parossistica posizionale benigna che può essere diagnosticata e trattata dall’otorinolaringoiatra attraverso specifiche manovre di riposizionamento.

Una sensazione di debolezza o di testa leggera può comparire anche dopo aver mangiato. In seguito a un pasto abbondante, una maggiore quantità di sangue viene convogliata verso l’apparato digerente. In chi è predisposto, questo cambiamento può favorire una riduzione della pressione arteriosa e provocare debolezza, capogiro o una sensazione di mancamento. Questo fenomeno è noto come ipotensione postprandiale.

Quando preoccuparsi

Se la sensazione di testa leggera o di instabilità compare solo occasionalmente e dura pochi secondi, nella maggior parte dei casi non è motivo di preoccupazione. Lo stesso vale quando il disturbo si presenta secondo modalità già note, come in una persona che sa di avere la pressione bassa o problemi a livello cervicale.

È invece opportuno parlarne con il medico quando il sintomo è nuovo, compare senza una causa evidente, si ripete frequentemente o presenta caratteristiche diverse dal solito. Il primo riferimento può essere il cardiologo o l’otorinolaringoiatra, a seconda di come si manifesta il disturbo. L’ortopedico può essere coinvolto quando si sospetta un problema della colonna cervicale.

Le circostanze in cui compare il disturbo possono offrire indicazioni utili. È importante prestare attenzione anche agli eventuali sintomi associati, come nausea, forte debolezza, vista offuscata o doppia, difficoltà a parlare, problemi a camminare o a mantenere l’equilibrio, debolezza o formicolio a un lato del corpo oppure un mal di testa improvviso e molto intenso.

Attenzione ai farmaci

Anche alcuni farmaci possono favorire la comparsa di capogiri, debolezza o cali della pressione quando ci si alza in piedi. Questo problema può manifestarsi soprattutto all’inizio di una nuova terapia, dopo una modifica del dosaggio o quando vengono associati più medicinali che possono influire sulla pressione arteriosa. È il caso, per esempio, di alcuni farmaci antipertensivi che favoriscono la dilatazione dei vasi sanguigni.

Per questo, quando si inizia o si modifica una terapia per l’ipertensione, è importante controllare la pressione e segnalare al medico la comparsa di eventuali nuovi disturbi. Un’attenzione particolare va riservata anche alle associazioni tra farmaci. Alcuni medicinali utilizzati per trattare l’ipertrofia prostatica benigna, per esempio, possono abbassare la pressione e, se assunti insieme a determinati antipertensivi, contribuire a potenziarne l’effetto.

È quindi importante che il medico conosca tutti i farmaci che il paziente assume, compresi quelli prescritti da altri specialisti, così da poter valutare eventuali interazioni ed evitare che gli effetti sulla pressione si sommino.

Scritto da Roberto Capelli

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