Trenta anni di educazione ambientale con il Centro La Raganella

Dai laboratori scolastici alle nuove missioni per il mare, La Raganella celebra tre decenni di impegno per l'ambiente

In un’epoca in cui la sostenibilità è diventata una priorità globale, il Centro di Educazione alla Sostenibilità La Raganella di Mirandola festeggia un traguardo significativo: 30 anni di attività dedicate all’educazione ambientale. Nato nel 1996 come Centro di Educazione e Documentazione Ambientale, oggi è un punto di riferimento per scuole, insegnanti e famiglie.

Il centro fa parte della rete dei 43 Centri di Educazione alla Sostenibilità accreditati dalla Regione Emilia-Romagna e per l’anno scolastico 2026/2027 è stato riconosciuto come Centro di servizio e consulenza per le istituzioni scolastiche autonome della regione. Un riconoscimento che premia l’impegno costante e la qualità dei progetti realizzati.

Tre decenni di impegno per l’ambiente

Negli ultimi trent’anni, La Raganella ha accompagnato migliaia di bambini, ragazzi, insegnanti e famiglie in esperienze educative uniche, laboratori e percorsi dedicati alla conoscenza dell’ambiente e alla costruzione di una maggiore consapevolezza sui temi della sostenibilità. Il centro ha saputo trasformare l’educazione ambientale in un’esperienza concreta, coinvolgendo generazioni di studenti e creando una rete preziosa tra scuole, istituzioni, associazioni e realtà del territorio.

L’assessore Marco Donnarumma ha sottolineato il ruolo cruciale del centro: “In questi anni, grazie al lavoro continuo e appassionato di Sabrina Rebecchi, Ilaria Zoni, Giorgio Nigrelli, Laura Gambuzzi e Federica Collari, La Raganella ha saputo trasformare l’educazione ambientale in esperienza concreta, coinvolgendo generazioni di studenti e creando una rete preziosa tra scuole, istituzioni, associazioni e realtà del territorio.”

Nuove proposte per l’anno scolastico 2026/2027

Per l’anno scolastico 2026/2027, La Raganella ha in serbo oltre 30 proposte educative innovative. Tra queste, una nuova missione per Cartesio: diventare Supercustodi del Mare. Un’iniziativa che mira a sensibilizzare i giovani sull’importanza della protezione degli oceani e degli ecosistemi marini.

Le attività proposte spaziano dalla didattica ambientale alla partecipazione attiva in progetti di conservazione, offrendo agli studenti l’opportunità di diventare veri e propri custodi dell’ambiente. Le proposte educative sono pensate per coinvolgere attivamente gli studenti, rendendoli protagonisti del cambiamento.

L’importanza dell’educazione alimentare nelle scuole

In un contesto educativo sempre più attento alla sostenibilità, l’educazione alimentare gioca un ruolo fondamentale. Il progetto “A scuola di cibo”, promosso da Camst group, porta nelle scuole primarie di 180 comuni un percorso strutturato di educazione alimentare. L’obiettivo è affiancare al servizio quotidiano un’attività educativa capace di coinvolgere tutte le componenti della comunità scolastica.

Il progetto si svilupperà nell’arco di tre anni scolastici, affrontando temi specifici in ciascuna annualità. Nel 2026-2027 il focus sarà dedicato all’educazione alimentare; nel 2027-2028 ci si concentrerà sul contrasto allo spreco alimentare, con contenuti e attività sviluppati in collaborazione con Last Minute Market; nel 2028-2029 l’attenzione sarà rivolta al legame tra educazione alimentare e prevenzione degli sprechi.

La piattaforma digitale metterà a disposizione contenuti educativi, attività, giochi e materiali didattici pensati per favorire un apprendimento attivo e rafforzare la continuità educativa tra scuola e famiglia. Un ruolo centrale è svolto dagli insegnanti, che possono accedere a un programma di formazione sulla piattaforma ministeriale S.O.F.I.A., con corsi validi ai fini dell’aggiornamento professionale e del riconoscimento di crediti formativi.

Il coinvolgimento delle famiglie

Dal 2027, il progetto coinvolgerà anche le famiglie, con approfondimenti di taglio molto pragmatico dedicati all’alimentazione e al benessere a casa. Questi approfondimenti sono pensati per accompagnare i genitori nella crescita dei ragazzi e rafforzare il collegamento tra ciò che si apprende a scuola e le abitudini quotidiane.

Per gli studenti, il percorso prevede otto tappe nell’arco delle tre annualità, con giochi interattivi, test iniziali e finali e attività da svolgere direttamente in classe attraverso la LIM, trasformando i temi dell’alimentazione in un’esperienza partecipativa e interdisciplinare.

Il Patto per il futuro dell’Umbria

Nel frattempo, in Umbria, il Patto per il futuro dell’Umbria apre il confronto con scuole, università e studenti. A Palazzo Donini, emergono priorità su diritto allo studio, trasporti, borse, alloggi, inclusione e attrattività per i giovani in Umbria. Il sistema regionale dell’istruzione, della formazione e delle politiche giovanili entra nel percorso di elaborazione del Patto per il futuro dell’Umbria 2030 e del Documento di economia e finanza regionale 2027-2029.

Il confronto si è svolto nella mattina di venerdì 11 settembre 2026 nel Salone d’Onore di Palazzo Donini, a Perugia. La Regione ha riunito rappresentanti degli studenti, delle scuole, delle università, dell’Its Umbria Academy, delle fondazioni bancarie e dell’Ufficio Scolastico Regionale, insieme alla Consigliera di Parità regionale.

All’incontro hanno partecipato la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il vicepresidente Tommaso Bori e l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione Fabio Barcaioli. La riunione ha rappresentato un’altra tappa del percorso partecipativo avviato per costruire gli strumenti destinati a orientare le scelte regionali dei prossimi anni. Al centro della discussione sono stati posti il diritto allo studio, i trasporti, gli alloggi, le borse di studio, l’orientamento, la ricerca, l’inclusione e il rapporto fra formazione e lavoro.

La presidente Stefania Proietti ha definito l’appuntamento un ulteriore passaggio di un cammino costruito sulla partecipazione. La Regione, ha spiegato, intende coinvolgere fin dall’inizio studenti, docenti, mondo accademico, Ufficio Scolastico Regionale e fondazioni bancarie nella preparazione dei documenti che guideranno lo sviluppo dell’Umbria. Una particolare attenzione sarà rivolta alla capacità del territorio di trattenere e richiamare le nuove generazioni.

Scritto da Roberto Capelli

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