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Virus respiratorio sinciziale: sintomi e contagio

virus respiratorio sinciziale

Il virus respiratorio sinciziale è un virus che attacca le vie respiratorie di adulti e bambini, causando raffreddore e polmonite.

Il virus respiratorio sinciziale (VRS) è un virus altamente contagioso che può causare gravi problemi di respirazione nei neonati, bambini e persino negli adulti. Si tratta di un virus molto contagioso e per questo pericoloso. La trasmissione può avvenire in vari modi. Principalmente, si trasmette per via aerea o per contatto diretto con oggetti e persone infette. Il virus respiratorio sinciziale ha la caratteristica di diffondersi in epidemie annuali, che, di norma, si verificano ogni inverno.

Scopri le caratteristiche di questo virus, quali sono i suoi sintomi e come avviene il contagio.

Caratteristiche del virus respiratorio sinciziale

Il virus respiratorio sinciziale è un virus che colpisce l’apparato respiratorio, come si evince dal nome. In particolare, il suo bersaglio sono le cellule delle mucose che rivestono le vie aeree. Come tutti i virus, ha bisogno di introdursi nelle cellule dell’organismo ospite per sfruttarne i ribosomi. Infatti, sostituisce il proprio materiale genetico a quello dell’ospite per costringere la cellula a produrre le proprie proteine e, in definitiva, per riprodursi.

In questo modo, però, causa la necrosi (morte) della cellula e di conseguenza l’ospite si ammala.

È un virus che colpisce sia adulti che bambini. Ma il decorso e la gravità della malattia cambiano notevolmente a seconda del soggetto infetto. Negli adulti in buone condizioni di salute, gli effetti sono lievi e somigliano a quelli di un banale raffreddore. I bambini, in particolare i neonati, e gli anziani, invece, possono sviluppare patologie anche molto gravi. Il virus respiratorio sinciziale infatti è una delle prime cause di bronchite e polmonite nei bambini.

Curiosamente, questo virus appartiene alla stessa famiglia di quello che causa il morbillo.

Nei paesi a clima temperato, il periodo di maggiore contagiosità è compreso tra novembre e aprile, con un picco nei mesi di gennaio, febbraio e marzo. Infatti, questo virus è così contagioso che la maggior parte dei bambini ne è affetto già all’età di due anni. L’esposizione al virus respiratorio sinciziale non rende completamente immuni, pertanto la reinfezione è comune, anche se, in genere, è meno grave.

La diagnosi si basa sui sintomi e sulla loro occorrenza in determinati periodi dell’anno. Il virus è di solito lieve e la maggior parte dei bambini e degli adulti si riprende in poche settimane senza assistenza medica.

Sintomi

Di solito, i sintomi del virus respiratorio sinciziale nei neonati includono febbre, mancanza di appetito, raffreddore, tosse e respiro affannoso. I bambini più grandi possono anche avere mal di gola e mal di testa. Il virus può trasformarsi in bronchite o polmonite nei bambini e negli adulti. I sintomi di un’infezione del tratto respiratorio inferiore, come la bronchite o la polmonite, includono febbre alta, tosse grave, difficoltà respiratorie, starnuti gravi e la colorazione bluastra della pelle a causa della mancanza di ossigeno. I casi lievi del virus richiedono semplicemente riposo, assunzione di molti liquidi e farmaci che non necessitano di ricette, come per esempio l’acetaminofene. I casi più gravi richiedono l’immediata assistenza medica e l’eventuale ricovero.

Il contagio

Il virus respiratorio sinciziale è facilmente trasmesso da persona a persona.

Si è a rischio di infezione ogni volta che qualcuno vicino a te che ha il virus starnutisce o tossisce, mandando goccioline nell’aria. Queste goccioline possono finire nel naso, bocca o occhi, portando l’infezione. Le goccioline possono anche contaminare oggetti o su superfici dure, come le maniglie. L’infezione indiretta è causata quando si tocca l’oggetto o la superficie dura e poi si tocca il proprio naso, bocca o occhi. Il modo migliore per prevenire l’infezione è lavarsi frequente le mani con acqua calda e sapone. È inoltre necessario evitare di condividere tazze o utensili vari.

Dopo il contagio, il periodo di incubazione è piuttosto breve: dai 3 ai 5 giorni. Questo significa che i sintomi si manifesteranno molto presto. In seguito all’infezione, il soggetto è contagioso per circa 5-12 giorni.

L’esposizione alla malattia una prima volta non garantisce la copertura immunitaria. Anzi, è molto frequente una seconda infezione a distanza di qualche tempo.

Quindi, a differenza del “cugino” virus del morbillo, questo virus si può contrarre più di una volta nella vita.

La terapia

Nel caso in cui il soggetto infettato sia un adulto e i sintomi siano quelli di un normale raffreddore, non è necessario ricorrere a una terapia particolare. Generalmente, l’infezione passa da sola dopo qualche giorno di riposo.

Se invece il virus ha colpito un bambino e ha provocato un’infezione delle basse vie aeree, è il caso di andare dal medico e prendere provvedimenti. I rimedi più utilizzati sono:

  • Lavaggi nasali
  • Umidificatore per ambienti per favorire il respiro e ridurre la tosse
  • Bere molto
  • Somministrazione di farmaci specifici.
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