Mentre l’estate volge al termine, l’agenda politica svizzera si prepara per un importante appuntamento alle urne. Il prossimo 27 settembre, i cittadini saranno chiamati a esprimersi su due proposte di modifica della Costituzione federale: l’iniziativa sulla neutralità e quella sull’alimentazione.
Tra i primi a prendere posizione c’è l’Unione democratica federale (UDF) partito conservatore che ha reso note le sue scelte in vista del voto. L’assemblea dei delegati, riunita a Olten, ha deciso di sostenere con convinzione l’iniziativa sulla neutralità, mentre ha bocciato quella sull’alimentazione.
L’UDF e il sostegno alla neutralità
Con 68 voti a favore e solo 3 astensioni, l’UDF ha espresso un sostegno quasi unanime all’iniziativa sulla neutralità. Questo voto rappresenta un segnale chiaro a favore di una neutralità credibile di un approvvigionamento nazionale solido e di una politica agricola liberale.
L’assemblea ha anche deciso di appoggiare l’iniziativa «per un giusto equilibrio tra amministrazione federale e popolazione», promossa dai Giovani liberali radicali. Fondato nel 1975, l’UDF è un partito conservatore che ha ottenuto l’1,2% dei voti nelle elezioni del Consiglio nazionale del 2026, conquistando due seggi nei cantoni di Berna e Zurigo.
Il rifiuto dell’iniziativa sull’alimentazione
In contrasto con la posizione sulla neutralità, l’UDF ha respinto l’iniziativa per un’alimentazione sicura con 5 voti a favore, 63 contro e 5 astensioni. Questa iniziativa, denominata «Per un’alimentazione sicura – mediante il rafforzamento di una produzione nazionale sostenibile, più derrate alimentari vegetali e acqua potabile pulita», è stata depositata il 16 agosto 2026 con 112.736 firme valide.
L’iniziativa chiede un maggiore grado di autosufficienza alimentare, raggiungibile attraverso una più elevata coltivazione di alimenti vegetali. Tuttavia, il Consiglio federale e il Parlamento hanno respinto la proposta, ritenendola irrealizzabile.
Le ragioni del Consiglio federale
Il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, ha illustrato ai media i motivi per cui il Governo raccomanda di votare «no» il 27 settembre. Secondo il Consiglio federale, la produzione di alimenti di origine animale, come carne, latte e uova, riveste grande importanza in Svizzera. Molti terreni agricoli svizzeri non sarebbero adatti alla coltivazione, ma solo come pascoli.
Inoltre, in caso di approvazione dell’iniziativa, l’agricoltura e l’alimentazione dovrebbero essere riorganizzate entro dieci anni. Se ciò non avvenisse e si continuasse a consumare molti alimenti di origine animale, sarebbe necessario ricorrere alle importazioni in misura crescente, trasferendo gli effetti negativi sull’ambiente all’estero.
Le opinioni dei cittadini
Mentre le posizioni politiche si delineano, i cittadini sono invitati a esprimere le proprie opinioni. Un sondaggio lanciato dalla SSR è aperto fino alle 23.00 di domenica 16 agosto e richiede pochi minuti per essere compilato. I risultati saranno presentati da tutti i vettori della SSR.
Questo appuntamento elettorale rappresenta un’opportunità per riflettere sulle priorità del paese e sulle scelte future. Le decisioni prese il 27 settembre avranno un impatto significativo sulla politica agricola, sull’alimentazione e sulla neutralità della Svizzera.


