Gli amanti del cioccolato fondente potrebbero avere una buona notizia. Le ultime ricerche scientifiche stanno esplorando i potenziali benefici del cacao sulla salute cerebrale. Tuttavia, è importante fare alcune distinzioni fondamentali.
L’interesse principale dei ricercatori non è rivolto al cioccolato come alimento, ma ai polifenoli del cacao in particolare ai flavanoli e all’epicatechina. Queste sostanze sembrano poter influenzare vari meccanismi legati alla salute del cervello, tra cui la funzione vascolare, l’infiammazione, lo stress ossidativo, il metabolismo neuronale e la plasticità sinaptica.
Cacao e umore: i risultati più promettenti
Uno dei settori in cui le evidenze risultano più interessanti è quello dell’umore. Diversi studi clinici hanno osservato miglioramenti significativi dopo l’assunzione di cacao o cioccolato fondente. Ad esempio, un recente studio ha dimostrato che 30 grammi al giorno di cioccolato fondente all’85% per tre settimane si associavano a una riduzione dell’affettività negativa. Questo effetto non è stato osservato con cioccolato al 70%. Inoltre, nei soggetti che assumevano l’85% di cacao, sono state osservate modificazioni della diversità del microbiota intestinale che risultavano correlate con le variazioni dell’umore.
Tuttavia, è importante sottolineare che correlazione non significa causalità. Non possiamo ancora concludere che siano stati i batteri intestinali a migliorare lo stato emotivo.
Dal cacao al neurone: i meccanismi biologici
Gli studi sperimentali suggeriscono meccanismi biologicamente affascinanti. I flavanoli del cacao potrebbero modulare il sistema BDNF/CREB cruciale per la sopravvivenza neuronale, la formazione delle connessioni sinaptiche, la neuroplasticità, l’apprendimento e la memoria. Inoltre, sono stati descritti effetti sulla perfusione cerebrale e sui meccanismi antiossidanti e antinfiammatori.
Questi risultati hanno generato entusiasmo per il possibile effetto neuroprotettivo del cacao. Tuttavia, quando passiamo dall’animale all’uomo, il quadro diventa molto meno spettacolare. Alcuni studi hanno rilevato piccoli miglioramenti della memoria episodica, della velocità di elaborazione o delle funzioni esecutive, mentre altri non hanno osservato benefici significativi su memoria, attenzione o accuratezza cognitiva.
Cacao e memoria: cosa dicono gli studi
Negli animali, i risultati sono piuttosto convincenti: miglioramento della memoria spaziale, della plasticità ippocampale e della neurogenesi, e riduzione di alcuni fenomeni neurodegenerativi. Tuttavia, negli esseri umani, i grandi studi clinici hanno generalmente evidenziato effetti modesti o nessun miglioramento sostanziale della funzione cognitiva globale.
Cacao e cioccolato: cosa possiamo mangiare?
Possiamo certamente apprezzare il cioccolato fondente, ma senza trasformarlo in un farmaco. Un cioccolato ad alta percentuale di cacao contiene più cacao e rappresenta quindi un veicolo più plausibile dei suoi polifenoli rispetto a prodotti nei quali predominano zuccheri e grassi. Tuttavia, questo non significa che più cioccolato equivalga a più salute cerebrale.
La ricerca riguarda quantità e preparazioni definite, mentre una tavoletta rimane un alimento energeticamente denso. La conclusione più interessante è che il cacao contiene sostanze biologicamente attive capaci di interagire con alcuni meccanismi della funzione cerebrale, ma siamo ancora lontani dal poter prescrivere il cioccolato come terapia per memoria, depressione o prevenzione delle malattie neurodegenerative.
Per gli amanti del fondente, Ma senza confondere il piacere con la prescrizione medica.


