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Putin lancia un ultimatum su Kaliningrad e accenna all’uso di tutte le armi

Mosca invia un avviso alla Nato sul fronte di Kaliningrad, sostenendo di essere pronta a usare tutte le armi. Le reazioni internazionali

Negli ultimi giorni la Russia ha intensificato la sua retorica contro l’Alleanza Atlantica, concentrandosi sull’exclave di Kaliningrad. Un documento inviato dall’ambasciata russa in Belgio al Segretariato della Nato denuncia le esercitazioni occidentali come “avventurose” e minacciose, affermando che Mosca è pronta ad impiegare l’intero arsenale di difesa per proteggere il territorio.

Il messaggio, presentato come “non-paper”, sottolinea un “aumento senza precedenti dell’attività militare” lungo i confini occidentali russi e accusa la Nato di simulare l’isolamento della regione. Alla fine della nota, la frase più allarmante è il riferimento a una possibile risposta con “tutte le armi a disposizione”, un linguaggio che molti analisti interpretano come un richiamo implicito all’uso di armi nucleari.

La risposta della Nato e le dichiarazioni di Lavrov

La porta-voce dell’Alleanza, Allison Hart, ha respinto immediatamente le accuse, ribadendo che la NATO è una “organizzazione difensiva” e che le proprie esercitazioni non rappresentano una minaccia per la sovranità russa. Ha inoltre condannato “qualunque retorica irresponsabile” riguardante le armi nucleari e ha invitato Mosca a porre fine al conflitto in Ucraina.

Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha invertito le accuse, dipingendo l’Europa come “in guerra contro noi” e incolpando le armi fornite a Kiev per aver innescato la crisi. Parallelamente, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha lamentato l’assenza di una “risposta sensata” alle proposte di Mosca, mentre l’inviato Kirill Dmitriev aveva recentemente segnalato dialoghi “costruttivi” a Washington.

Altri fatti recenti: crash di un Tu-95 e dichiarazioni di Putin

Nel frattempo, nella regione dell’Amur, un bombardiere strategico Tu-95 è precipitato durante un volo di addestramento, provocando sei morti. Il velivolo, di origine sovietica, non trasportava armamenti, ma l’incidente ha acuito il clima di tensione.

Il presidente Vladimir Putin, durante il consesso del Valdai Club, ha ribadito che la Russia non intende attaccare alcun paese, specificando che “non attaccheremo nessuno nel 2029, né nel 2030, né nel 2050”. Tuttavia, ha avvertito che, se la Russia dovesse subire un’aggressione, risponderà “con tutti i mezzi a disposizione”, precisando che ciò non implica automaticamente l’uso immediato di armi nucleari. Putin ha inoltre accusato la NATO di alimentare un’“escalation” nel Mar Baltico con esercitazioni vicine a Kaliningrad.

Contesto di tensioni e azioni di sabotaggio

Il periodo è caratterizzato da un aumento delle attività attribuite a Mosca: incursioni di droni, operazioni cibernetiche e presunti atti di sabotaggio. L’Estonia ha accusato i servizi speciali russi di aver appiccato il fuoco alla sede della Milrem Robotics a Tallinn, mentre alti funzionari europei temono ulteriori attacchi a infrastrutture strategiche.

Questi avvenimenti si inseriscono in un quadro più ampio di guerra psicologica, dove ogni esercitazione, dichiarazione o incidente viene amplificato da entrambe le parti per rafforzare la propria posizione diplomatica e militare nella regione baltica.

Scritto da Roberto Capelli

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