​

Casari difesa da ANM e CSM contro accuse di favoritismo della destra

Il caso Ranucci riaccende il dibattito sull’indipendenza giudiziaria: pressioni politiche, difese istituzionali e una udienza decisiva al tribunale del lavoro di Roma.

Il ricorso urgente presentato da Sigfrido Ranucci contro la decisione della Rai di rimuoverlo dalla conduzione di Report ha subito un acceso scontro mediatico. La giudice Donatella Casari del tribunale del lavoro di Roma, è stata chiamata a pronunciarsi entro fine settembre, mentre la stessa nomina è divenuta bersaglio di una pesante campagna di stampa orchestrata da esponenti della destra parlamentare.

Il meccanismo di assegnazione del caso a Casari

Contrariamente a quanto sostenuto da alcuni commentatori, la designazione della magistrata al procedimento non è frutto di decisioni discrezionali. Il Tribunale dei ministri ente speciale creato per esaminare illeciti ministeriali, seleziona i giudici tramite sorteggio triennale tra tutti i magistrati di un determinato distretto. Il principio del giudice naturale è così garantito dalla Costituzione: l’incarico deve essere attribuito secondo criteri oggettivi e trasparenti. Casari, attualmente in forza alla Sezione Lavoro del Tribunale di Roma e prossima presidente della stessa, è stata individuata dal sistema automatico, senza alcun riferimento a precedenti decisioni.

Il ruolo del presidente del Tribunale di Roma

Lodando la magistrata, il presidente del Tribunale di Roma, Lorenzo Pontecorvo, ha ribadito che l’assegnazione è avvenuta “nel rispetto delle disposizioni tabellari vigenti da anni”. Pontecorvo, noto esponente della corrente “di destra” della magistratura indipendente, ha evidenziato la solidità della preparazione e l’imparzialità dimostrate da Casari nella sua carriera, cercando di smontare l’accusa di una presunta scelta politica.

Le critiche dalla destra e le difese istituzionali

Vari politici di Forza Italia, tra cui il senatore Maurizio Gasparri e il deputato Pietro Pittalis, hanno sollevato dubbi sulla neutralità della giudice, insinuando un collegamento tra la precedente partecipazione di Casari al Tribunale dei ministri – che in passato esaminò il caso Al-Masri – e il nuovo fascicolo Ranucci. Sui social, Giusi Bartolozzi ha avanzato la teoria di un “complotto” volto a favorire il giornalista. Parallelamente, la stampa di destra ha pubblicato titoli che accostano la sua attività al favoreggiamento di figure del governo come Carlo Nordio e Matteo Piantedosi.

Le richieste del Consiglio Superiore della Magistratura

Il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) con la partecipazione del laico Roberto Romboli, ha presentato una pratica di tutela a favore di Casari. Il documento sottolinea che «l’individuazione del magistrato… avviene sulla base di criteri tabellari predeterminati, trasparenti e verificabili», denunciando che le affermazioni di scelta discrezionale costituiscono una grave disinformazione. Il CSM ha inoltre citato altri casi recenti, come le indagini a Ravenna sui certificati medici anti-Cpr, per evidenziare come le critiche pubbliche possano sfociare in tentativi di condizionamento del giudice.

Udienza al tribunale del lavoro e scenari per il reintegro

L’udienza di viale Giulio Cesare, tenutasi il 28 settembre, ha visto la presenza di Casari, degli avvocati di Ranucci e del direttore degli Approfondimenti Rai, Paolo Corsini. La magistrata ha dichiarato il fascicolo «sufficientemente istruito» e ha fissato al 30 settembre il termine per il deposito delle memorie difensive. Parallelamente, la Rai ha prorogato di 15 giorni la scelta del giornalista tra le tre proposte alternative – Rainews, TG 3 o l’ufficio corrispondenza de Il Cairo – lasciando aperta la possibilità di un reintegro prima dell’avvio della nuova stagione, previsto per l’8 novembre.

Gli avvocati di Ranucci sostengono che le motivazioni della Rai – ovvero una presunta “situazione di incompatibilità” e “continue pressioni” – non sono supportate da fatti concreti. Nel ricorso, redatto in quasi cinquanta pagine, si richiede l’annullamento immediato del provvedimento e il ritorno del giornalista al timone di Report. Il caso resta quindi in bilico: da un lato la pressione politica, dall’altro le difese di ANM, del CSM e di magistrati di diverse correnti, pronti a garantire il rispetto del principio costituzionale del giudice naturale.

Scritto da Roberto Capelli

Sessione di Silent Yoga gratuita a Casa Creativa di Albano Laziale

Webinar acne, trend beauty milanese e collagene liquido: cosa sapere