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Il volo Dubai-Tel Aviv e l’eroe di Flydubai: la storia di Smit Machchhar

Il capitano indiano Smit Machchhar ha impedito una tragedia aprendo il cockpit di Flydubai e salvando 174 passeggeri.

Il volo FZ1073, destinato a Tel Aviv, è stato teatro di un drammatico attacco aereo che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia di proporzioni internazionali. Il pilota al timone, capitano Smit Machchhar, ha fatto la differenza, reagendo con prontezza nonostante le ferite riportate durante una lotta corpo a corpo con il copilota.

Il contesto è quello di un Boeing 737 MAX 8 di Flydubai, con a bordo più di 170 passeggeri e membri dell’equipaggio. Durante la crociera, il copilota ha estratto una lama e ha cercato di dirottare l’aereo. Machchhar, gravemente ferito, è riuscito a mantenere la calma, a comunicare la situazione tramite il microfono di cabina e, soprattutto, a sbloccare la porta blindata del cockpit, permettendo l’intervento di altri membri dell’equipaggio.

Il percorso di Smit Machchhar: da Mumbai a Flydubai

Originario di Ghatkopar East, sobborgo di Mumbai, Machchhar proviene da una famiglia legata da generazioni al settore tessile. Dopo aver conseguito la laurea in gestione aziendale, una conferenza sull’aviazione ha acceso in lui la passione per il volo.

Nel 2008 si è iscritto alla Mainland Air di Dunedin, Nuova Zelanda, per la formazione di pilota commerciale. Tre anni più tardi è entrato a far parte della compagnia indiana SpiceJet, dove ha accumulato 9.500 ore di volo di cui più di 6.400 come comandante diventando anche istruttore di linea nel 2020. Nel 2022 ha trasferito la sua esperienza a Flydubai, dove ha iniziato a volare su rotte internazionali, tra cui quella Dubai-Tel Aviv.

Il gesto che ha impedito il disastro

Durante l’attacco, nonostante le profonde ferite inflitte dal copilota, Machchhar è riuscito a premere il pulsante di sblocco interno del cockpit, azione descritta da testimoni a bordo come “decisiva”. L’apertura della porta ha permesso a due membri dell’equipaggio di accedere, neutralizzare l’aggressore e, con l’aiuto del comandante ferito, riprendere il controllo dell’aeroplano.

Il velivolo ha poi effettuato un atterraggio di emergenza a Tabuk, in Arabia Saudita, dove tutti i passeggeri sono scesi sani e salvi. Le autorità hanno confermato che il tentativo del copilota di far precipitare l’aereo è stato sventato grazie all’intervento tempestivo del capitano.

L’apprezzamento internazionale

Il gesto di Machchhar è stato riconosciuto a livello globale: il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha definito l’evento “un salvataggio di 174 vite”, mentre il premier indiano Narendra Modi ha elogiato “l’immenso coraggio” del comandante. Anche il presidente degli Stati Uniti è intervenuto, sottolineando la prontezza con cui il pilota ha aperto la porta del cockpit.

Il capitano, ora ricoverato in un ospedale di Tabuk, ha comunicato tramite un nuovo profilo X che la sua condizione è stabile e che sta ricevendo il supporto di colleghi e cittadini di tutto il mondo. Il suo esempio è diventato un simbolo di professionalità e dedizione alla sicurezza aerea.

Scritto da Roberto Capelli

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