Politica migratoria Ue: Meloni e 19 leader chiedono soluzioni esterne come l’accordo Italia-Albania

L'Italia, insieme ad altri 18 Paesi europei, spinge per la creazione di hub di rimpatrio in Paesi terzi, seguendo il modello dell'accordo con l'Albania.

La politica migratoria europea è al centro di un acceso dibattito, con l’Italia che guida una coalizione di 19 Paesi per la creazione di hub di rimpatrio in Paesi terzi. La premier Giorgia Meloni, insieme alla collega danese Mette Frederiksen, ha firmato una lettera indirizzata ai vertici dell’Unione Europea, chiedendo l’implementazione rapida delle nuove norme sui rimpatri.

L’accordo tra Italia e Albania, che ha visto la creazione di centri di prima accoglienza e identificazione, è stato citato come esempio di soluzione innovativa che potrebbe essere estesa ad altri Paesi. La lettera sottolinea l’importanza di agire rapidamente per smantellare i modelli di business dei trafficanti di migranti e ridurre i flussi irregolari verso l’Europa.

La lettera di Meloni e Frederiksen: 19 leader chiedono soluzioni esterne

La missiva, firmata da 19 capi di Stato e di governo, chiede di sfruttare appieno le nuove opportunità offerte dal quadro giuridico europeo. Tra i firmatari figurano leader di Paesi come Austria, Belgio, Bulgaria, Grecia, Ungheria e Polonia. La lettera evidenzia l’importanza di collaborare con Paesi terzi per garantire il rimpatrio di coloro che non hanno diritto di soggiorno in Europa.

“Dobbiamo sfruttare appieno le nuove opportunità ed essere pronti ad affrontare efficacemente gli ostacoli rimanenti per garantire che le nuove soluzioni diventino realtà”, si legge nel testo. La lettera incoraggia gli Stati membri a perseguire tali soluzioni e a collaborare con potenziali partner, nel rispetto del diritto dell’UE e delle convenzioni internazionali.

Lo scontro con la Spagna: Sanchez critica la linea dura

Non tutti i leader europei sono d’accordo con la proposta italiana. Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha criticato la linea dura adottata dall’UE, sostenendo che gli hub di rimpatrio nei Paesi extraeuropei non porteranno a nulla. “Sono una risposta assolutamente inefficace, un inganno”, ha affermato Sanchez, sottolineando che la Spagna ha regolarizzato 500.000 migranti già residenti, con risultati positivi.

“Non parlerei di un confronto acceso sulla politica migratoria, parlerei piuttosto di un dibattito necessario”, ha precisato Sanchez. La Spagna sostiene che le estese regolarizzazioni di migranti sono “positive” per l’economia nazionale e che la competenza nazionale permette agli Stati membri di adottare le politiche che vogliono in materia.

La Francia si oppone: Macron critica gli hub di rimpatrio

Anche la Francia ha espresso forti perplessità riguardo alla proposta italiana. Il presidente Emmanuel Macron ha dichiarato che la Francia non sostiene la politica degli hub di rimpatrio nei Paesi terzi. “Non ho mai visto un centro di rimpatrio in un Paese terzo funzionare davvero”, ha osservato Macron, invitando a riflettere sul significato di tali iniziative.

Macron ha aggiunto che non è sicuro che gli hub di rimpatrio rappresentino “la nostra Europa”, sottolineando che la Francia si opporrebbe all’utilizzo del bilancio europeo per costruirli. La posizione francese riflette un malcontento più ampio all’interno dell’UE riguardo alle soluzioni proposte per la gestione dei flussi migratori.

La discussione sulla politica migratoria europea è destinata a continuare, con l’Italia che spinge per soluzioni concrete e altri Paesi che esprimono dubbi e perplessità. La creazione di hub di rimpatrio in Paesi terzi rimane una proposta controversa, ma che potrebbe rappresentare un punto di svolta nella gestione dei flussi migratori in Europa.

Scritto da Emanuele Galli

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