Rapporto OsMed 2026: crescita del 6% nella spesa farmaceutica italiana

Nel 2026 la spesa farmaceutica in Italia ha raggiunto i 39,3 miliardi di euro, con un aumento del 6% rispetto all'anno precedente. Scopri i dettagli nel Rapporto OsMed 2026.

Nel 2026, la spesa farmaceutica in Italia ha raggiunto un nuovo record, toccando i 39,3 miliardi di euro con un aumento del 6% rispetto al 2026. Questo incremento è dovuto a diversi fattori, tra cui l’invecchiamento della popolazione, l’introduzione di nuove terapie ad alto costo e le differenze territoriali nei consumi. Il Rapporto OsMed 2026 dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) fornisce una panoramica dettagliata su questi trend.

Ogni cittadino italiano ha consumato in media circa 18 confezioni di farmaci nel 2026, per un totale di 1,9 miliardi di confezioni dispensate. Circa 7 cittadini su 10 hanno ricevuto almeno una prescrizione, evidenziando un ricorso sempre più diffuso ai medicinali. La spesa pubblica si è attestata a 28,4 miliardi di euro pari al 72,2% della spesa farmaceutica complessiva, mentre i costi a carico dei cittadini sono stati di 10,7 miliardi di euro con un incremento del 7,5%.

La crescita dei farmaci antidiabetici e per l’obesità

Tra i farmaci che hanno registrato la maggiore crescita ci sono gli antidiabetici innovativi come semaglutide e tirzepatide utilizzati anche per il trattamento dell’obesità. La spesa per questi farmaci è aumentata dell’85,7% per i consumi legati all’acquisto privato e del 75,8% per la spesa complessiva. Nel 2026, la spesa per gli antidiabetici ha raggiunto 1,59 miliardi di euro con un incremento del 34,9% rispetto al 2026.

La tirzepatide ha conquistato il primo posto tra i farmaci di classe A acquistati privatamente, con una spesa di 225 milioni di euro pari al 13% dell’intera spesa privata in questa categoria. Altri farmaci di classe A molto acquistati privatamente includono colecalciferolopantoprazolo e ibuprofene.

Le differenze regionali e l’uso dei farmaci equivalenti

Il Rapporto OsMed 2026 evidenzia anche le differenze regionali nella spesa farmaceutica. Nelle Regioni a minor reddito, come CalabriaSicilia e Campania i cittadini pagano di tasca propria cifre più alte, con una media di 22,35 euro pro capite contro i 13,73 euro del Nord. Questo indica una resistenza a sostituire il farmaco di marca con il generico.

L’Italia conferma il primato europeo nell’impiego dei biosimilari che raggiungono il 71,4% dei consumi. Tuttavia, il consumo di farmaci equivalenti, ovvero a brevetto scaduto, rimane basso, rappresentando solo il 23,5% della spesa e il 32% dei consumi.

L’aumento dei farmaci per bambini e adolescenti

Un capitolo del rapporto è dedicato alla popolazione pediatrica, che evidenzia l’aumento del consumo di farmaci per il sistema nervoso centrale, principalmente antiepilettici e psicofarmaci. Nel 2026, la prevalenza d’uso tra bambini e adolescenti ha raggiunto lo 0,64% con una crescita del 12,1% nell’ultimo anno. Gli incrementi più marcati riguardano i trattamenti per l’ADHD come il metilfenidato (+28,9%), gli antipsicotici atipici come aripiprazolo (+14,6%) e risperidone (+13,3%), e gli antidepressivi come la sertralina (+9,6%).

Questi dati confermano un trend che vede i consumi triplicati dal 2016, anche se il livello italiano resta molto lontano da quello di altri Paesi, come la Francia (1,61%) e gli Stati Uniti (24%).

Il Rapporto OsMed 2026 rappresenta uno strumento fondamentale per comprendere l’evoluzione dell’assistenza farmaceutica in Italia. I dati forniti consentono di orientare le politiche del farmaco, promuovere l’appropriatezza prescrittiva e valutare l’impatto delle strategie adottate.

Scritto da Roberto Capelli

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